Roseto Valfortore

REGIONE

PUGLIA

PROVINCIA

FOGGIA

ABITANTI

1300

SINDACO

Lucilla Parisi

La politica mi ha sempre affascinata, l’ho seguita da quando ero ragazza, adolescente, affascinata dal servizio alla popolazione; ho sempre creduto che chi si mette a disposizione e al servizio della gente può fare, se lo fa con spirito di abnegazione.
Dopo i primi due mandati, dal 2000 al 2010, decido di candidarmi per la terza volta a Roseto con la convinzione che i piccoli borghi possono ancora dare qualcosa e che potenzialmente questo territorio poteva e può ancora dare tanto; ovviamente serve l’aiuto degli enti sovra comunali perché fino a un certo punto può l’amministrazione locale, per le altre cose serve l’aiuto di chi sta al di sopra dell’ente locale.
Per quanto riguarda il Genius loci, il nostro Genius loci è il bosco Vetruscelli, la potenzialità di questo borgo è sia nell’agricoltura che nell’ambiente, ed il turismo sostenibile, legato al bosco, legato al trekking, legato all’ambiente.

Lucilla Parisi

Monumenti e luoghi di interesse

Adagiato su uno scosceso pendio della valle del Fortore, il borgo di Roseto si presenta sufficientemente ben conservato, come un piccolo scrigno di ricordi dell’arte locale degli scalpellini.
L’impianto urbanistico è di derivazione medievale e le viuzze si lasciano percorrere passo dopo passo in tranquillità, accogliendo i profumi e gli scorci di verde del vicino bosco Vetruscelli. Non potrebbe essere altrimenti, per un paese che prende nome dalla rosa canina e che le rose, oltre ad averle nello stemma, le coltiva anche lungo la strada principale. I vicoli (stréttole) del centro storico di Roseto partono tutti da piazza Vecchia. Sono disposti secondo una tecnica di costruzione longobarda: a uno più largo su cui si affacciano le scalinate delle abitazioni, si alterna uno più stretto che funge da raccoglitore di acqua piovana.
In fondo a ogni vicolo c’era una porta che veniva chiusa al tramonto, a protezione del borgo.
Adiacente alla piazza Vecchia sorge maestosa la chiesa Madre, costruita dal feudatario Bartolomeo III Di Capua nel 1507. è da ammirare la balaustra, scolpita in pietra locale da artisti rosetani. Con la stessa pietra sono scolpiti i due sarcofagi gentilizi che la tradizione associa ai nomi di Tuleje e Mmaleje. Di fronte al lato sinistro della chiesa Madre si nota il palazzo Marchesale, anch’esso voluto da Bartolomeo III. Di fronte alla scalinata principale della chiesa Madre c’è l’arco della Terra che serviva da porta principale. In un angolo del muro esterno che sovrasta l’arco, si scorge una testa lapidea che forse raffigura uno dei feudatari di Roseto. Sicuramente su di essa veniva alzata la bandiera nei giorni in cui il feudatario amministrava la giustizia.Nel 1623 l’arciprete De Santis portò a Roseto il culto di San Filippo Neri, diventato poi il patrono del paese. Nella sua abitazione, trasformata in oratorio, si conserva un prezioso busto d’argento del santo.
Al centro del borgo si trova la chiesa del SS. Corpo di Cristo, importante luogo di culto nei secoli XVIII e XIX. Restaurata e ribattezzata col nome di Cristo Re, ora risulta sconsacrata.
L’opera degli scapellini rosetani rappresenta il patrimonio artistico più importante del paese. Portali, colonne, bassorilievi sono stati realizzati da maestri che per secoli hanno lavorato la pietra della locale cava, situata a sud del borgo. Il territorio è ricco di sorgenti d’acque e zampillanti fontane, di mulini ad acqua, di aree da picnic, di orologi e meridiane, tra cui un orologio meccanico, molto antico, il cui quadrante è opera di artisti locali (si trova sul campanile della Parrocchia) e una meridiana che abbellisce il fronte della chiesa di Santa Maria Lauretana.
Nei dintorni del borgo, meritano inoltre una visita i mulini ad acqua, costruiti sulle rive del Fortore: alle pendici di Roseto si trovano due imponenti mulini, restaurati, funzionanti dai primi anni del XX secolo, che testimoniano la secolare cultura contadina che da sempre hacaratterizzato il territorio, e la piscina adiacente.
Nei locali dei mulini ad acqua si trova poi il Museo di Arte Antica, che raccoglie gli oggetti, gli attrezzi e le testimonianze che raccontano usi e abitudini delle popolazioni locali.
Da visitare anche il restaurato Forno a Paglia situato in Vetruscelli, che viene utilizzato per le rappresentazioni dimostrative dei laboratori di pasta, pane e pizza.
Per gli appassionati di natura, da non perdere è l’Osservatorio di Ecologia Appenninica, luogo privilegiato per scoprire la fauna e la flora dell’Appennino Dauno. Il Museo nasce nel 2001 per volere del Comune di Roseto Valfortore ed è strutturato in due sezioni: una scientifica e una didattico-divulgativa. Quest’ultima ospita il centro di esperienze ambientale “Il Lupo”, dedicato alla vita e allo studio di questo bellissimo predatore.

Enogastronomia, arti e mestieri

L’economia del borgo si basa essenzialmente sull’agricoltura, l’artigianato e il turismo.
Storicamente notevoli erano anche l’attività molitoria (il più antico mulino ad acqua risale al 1338) e il settore dell’estrazione e della lavorazione della pietra naturale per opera degli scalpellini, che veniva anche esportata: la facciata quattrocentesca della basilica cattedrale di Ariano Irpino è costituita interamente di pietra arenaria di Roseto.

I prodotti e i piatti tipici che contraddistinguono la tradizione culinaria del nostro borgo riprendono e conservano la memoria contadina dei piatti poveri: pancotto, pasta cotiche e fagioli, polpette con pane e formaggio, patate peperoni e salsiccia, il caciocavallo, il miele ed ancora i zuzamedde, i calzoncelli con la ricotta, i piccilatedde, le paste della regina e le scartellate a completare il pasto Inoltre nel grande bosco Vetruscelli e nelle altre aree boschiveè possibile trovare il tartufo nero, il tartufo bianco, il bianchetto e l’uncinato, prodotti che meglio raccontano la tavola del borgo.

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