Biccari

Campolattaro

REGIONE

CAMPANIA

PROVINCIA

BENEVENTO

ABITANTI

983

SINDACO

Pasquale Narciso

Comune di Campolattaro

Immerso in un paesaggio chiaro e aperto fatto di campi coltivati, Campolattaro sì nasconde con il suo centro storico ai fianchi di una collina che degrada ripida verso il Tammaro. Sembra che il toponimo più antico con cui è identificato sia “Campugattari”, che plausibilmente deriva da “Campo di Walthario”, nome di persona frequentemente usato presso i Longobardi. L’antica denominazione e la trasformazione del nome nei secoli, secondo altri studiosi, è legata a pascoli per armenti e alla produzione di latte.

Le prime testimonianze scritte sull’esistenza di questo centro abitato risalgono al XII secolo, anche se reperti archeologici di epoca sannita prima e romana poi, confermano, senza ombra di dubbio, la presenza dell’uomo in forme associative già dal V-IV secolo a.C. L’insediamento dei Liguri Apuani deportati nel 180 a.C. nelle zone dell’Alto Tammaro dai consoli Bebio e Cornelio sicuramente interessò anche Campolattaro, come testimoniano i segni apotropaici del sole e della luna scolpiti sui portali delle antiche abitazioni, elementi questi che richiamano motivi analoghi rinvenuti nelle aree della Versilia e della Val di Magra a testimonianza di un indiscutibile ceppo comune. Nell’867 Campolattaro fu devastato dai Saraceni come tutto il territorio beneventano. 

Nel 1138, durante la dominazione normanna, fu distrutto, invece, da Re Ruggiero che – a quanto si narra – punì gli abitanti per aver accolto con giubilo la notizia della sua morte, poi rivelatasi infondata. A partire dal ‘500 si ebbero furiose lotte tra i suoi abitanti e quelli del vicino centro di Fragneto l’Abate per il possesso del feudo di Botticella. Nel 1656 una terribile pestilenza causò la morte di circa 500 persone bloccando lo sviluppo sociale del paese, che subì ulteriori lutti e miserie a distanza di poco più di un secolo, nel 1764, a causa della carestia che sconvolse l’intero Mezzogiorno d’Italia. Lenta ma graduale la ripresa negli anni successivi fino al colera del 1837 che seminò nuovamente morte e disperazione. 

A ricordo di tale evento rimane una croce posta da mani pietose nel campo detto “del Focale” dove fu allestito un cimitero per accogliere le circa 100 vittime dell’epidemia. La consistenza millenaria di questo paese traspare dal castello ancora oggi abitato, dall’antica torre e dal centro storico gravemente danneggiato dal terremoto del 1962. A questo fortilizio è legata la storia di antichi e terribili feudatari come i De Adenulfo, i Monforte, i Di Capua, i Blanch, padroni e signori di questo antico borgo agricolo fino alla fine della feudalità. A ricordo dell’antica civiltà medievale restano due porte di accesso al paese, i fondachi, le viuzze superstiti, le pietre e i portali.

Celati in vicoli appartati oppure visibili nelle architetture della piazza principale queste testimonianze ricordano ai visitatori la loro antica origine, frutto di un abile lavoro artigianale tramandato di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Dopo le molte peripezie il paese venne annesso al Regno d’Italia e nel 1861 passò alla neonata provincia di Benevento. Il paese, pur nella sua travagliata storia, riprese a svilupparsi nella seconda metà dell’800.

Monumenti e luoghi di interesse

Castello 
Cappella di Maria Santissima del Canale, la chiesa più antica del paese;
Chiesa di San Sebastiano;
Chiesa del Santissimo Salvatore detta anche “Chiesa Madre”
Oasi Lago di Campolattaro

Enogastronomia, arti e mestieri

Territorio circondato da estesi campi, coltivati da esperti che ci portano alla scoperta di grani antichi, e vanta da decenni anche l’eccellenza nel campo della produzione di olio, di vino, di formaggi.
Campolattaro è il centro di un movimento culturale contadino che vede nella Condotta Tammaro di Slow Food e nella sua Comunità del Cibo un avamposto di difesa e promozione territoriale.

I Comuni del Welcome

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