Carresi e buoi. Larino, piccolo comune del welcome molisano, ritrova “La carrese” e la storia di un “patrimonio immateriale”.
Erano presenti carri provenienti non solo dal Basso Molise, ma anche da Viterbo, Albugnano, Padova, Loreto Aprutino, Atri, Bucchianico, Casalbordino per la Rassegna dedicata a San Pardo, patrono di Larino.

A nome dell’intera amministrazione comunale – si legge in un post della pagina Facebook del Comune di Larino – rivolgiamo a tutti i larinesi vicini e lontani, ai Carrieri e alle loro famiglie, ai turisti che in questi giorni hanno raggiunto la nostra città, buon San Pardo. Rinnovare al presente la nostra festa patronale è ricordare il passato ma soprattutto è fissare lo sguardo al futuro perché la nostra festa meravigliosa riceva sempre più le attenzioni che merita.

San Pardo, i carresi e i buoi

La festa di San Pardo ha origine antichissima. Mons. Giovanni Andrea Tria, nelle sue note Memorie Storiche del 1744, afferma che in memoria della traslazione di San Pardo i cittadini di Larino il 25 maggio fanno la corsa di buoi con carri, proprio come avviene ancora oggi in quattro centri dell’antica e gloriosa diocesi larinese.
Avviene così anche a San Martino in Pensilis, in ricordo della traslazione dei resti mortali di San Leo dal monastero benedettino di San Felice alla parrocchiale di Santa Maria in Pensili.
Stesso rito anche ad Ururi, in occasione della festa del Legno della Croce, a Portocannone, per rievocare l’arrivo in quel centro di un quadro della Madonna di Costantinopoli, ed infine a Chieuti, in onore di San Giorgio. (cfr: Primonumero)

Carresi patrimonio Unesco

Ormai il circuito di comunità Uomini, buoi e fiori, una cordata di venti comuni italiani ed anche internazionali sia spagnoli che venezuelani, che hanno tradizioni di feste sacre il cui filo conduttore è il carro con i buoi abbellito da fiori di carta pesta fatti a mano, è ben consolidato.
Tutti insieme hanno quindi deciso di candidarsi per salvaguardare le proprie tradizioni.
Dunque, una realtà che va concretizzandosi di anno in anno e che sta approntando con determinazione l’iter di candidatura Unesco a patrimonio immateriale dell’umanità.

Ma non finisce qui perché Larino, in collaborazione con l’Università degli Studi del Molise, Dipartimento di Scienze Umanistiche Sociali e della Formazione ed il Servizio per le Politiche culturali e turistiche della Regione Molise, stanno lavorando al Progetto Interreg 3C guidato dal gruppo di lavoro coordinato dalla prof.ssa Letizia Bindi per il Dipartimento SUSEF che sta provvedendo a progettare una piattaforma crossborder delle imprese culturali distribuite nei territori e la realizzazione di un Registro delle Eredità Immateriali del Molise.

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