FESTIVAL PORTI DI TERRA

Piccoli Comuni del Welcome è diventato, durante il suo percorso, anche un progetto sostenuto da Fondazione con il Sud (Bando immigrazione).
Dopo l’approvazione, le attività progettuali sono state avviate a metà  del 2018 e fin da subito la cabina di regia del Progetto si è interessata all’organizzazione delle tre edizioni del Festival Porti di Terra, un festival itinerante che ha coinvolto le comunità del welcome che hanno sottoscritto il “Manifesto per una rete dei Piccoli Comuni del welcome”. I temi discussi sono stati quelli dell’inclusione sociale, della coesione sociale, dello sviluppo locale, dell’agricoltura sociale, della buona accoglienza dei migranti con tavoli di lavoro, conferenze con la partecipazione di relatori di spicco nazionale, convegni e spettacoli serali da parte dei partner.

Direttore scientifico del Festival, Angelo Moretti.
Direttore del Festival 2017, Melania Petriello.
Direttore del Festival 2018 e 2019, Gabriella Debora Giorgione, che ne ha curato anche la comunicazione e l’ufficio  stampa per le tre edizioni. 

PRIMA EDIZIONE

L’edizione del 2017 del #PortidiTerra è stata totalmente incentrata sulla questione migratoria e sulla accoglienza diffusa.

I migranti, oltre a un bagaglio di un passato spesso drammatico e di un futuro incerto, portano con loro, per noi, nuove domande: qual è il futuro dei nostri territori? Se il sistema di welfare si occupa dei migranti, che hanno bisogno di protezione, chi si occupa degli italiani che non hanno alcuna protezione dall’indigenza e dalla fragilità? Cosa sarà di quei paesi che rischiano di spopolarsi del tutto e di sparire e che oggi spesso ospitano gli Sprar?

È a queste domande che si cercherà di rispondere nei tre giorni del Festival, tre giorni di dibattiti e incontri, tre giorni di festa e colori.

Il 26 maggio 2017, dunque, parte il Festival con l’inaugurazione alla Cittadella della Carità “Evangelii Gaudium” in via san Pasquale. Nel chiostro della Cittadella saranno esposti 55 scatti di Romenzi, tra cui le foto vincitrici del World Press Photo. Le fotografie di Alessio Romenzi saranno poi pubblicate in un catalogo.

L’edizione del 2017 del #PortidiTerra – che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Mons. Nunzio Galantino, segretario della Conferenza Episcopale Italiana, di Oliviero Forti, Responsabile Nazionale Immigrazione di Caritas Italiana, e di Regina Catrambone di MOAS – si è svolta nei primi tre Comuni aderenti alla Rete: Roccabascerana, Chianche e Petruro Irpino.

SECONDA EDIZIONE

Dal 18 al 20 maggio 2018 #PortidiTerra da il via alla seconda edizione del #Festival del #WelcomeandWelfare, organizzato da Caritas Benevento e dal Consorzio “Sale della Terra” ONLUS, in collaborazione con la “Rete dei Piccoli Comuni del Welcome” che hanno aderito al “Manifesto per un Rete dei Piccoli Comuni del Welcome” lanciato, a febbraio 2017, da Caritas Benevento.  Ad oggi, i Comuni sono quindici.

Il #PortidiTerra2017 è stato incentrato sul rapporto tra accoglienza diffusa e spopolamento delle aree interne, attraverso la promozione dei centri Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), l’unico vero asse istituzionale per un’integrazione possibile.

Alla fine del #PortidiTerra2017, il Ministero degli Interni ha pubblicato la nuova graduatoria nazionale degli Sprar e la provincia di Benevento si è risvegliata quale prima provincia Welcome di Italia, con quattordici progetti approvati.

Da allora, il numero dei Comuni che hanno provato a diminuire l’accoglienza improvvisata dei Centri di Accoglienza Straordinaria con l’ordinarietà di un piccolo centro comunale di accoglienza per richiedenti asilo, con ricadute importanti e positive per l’economia e la demografia dei piccoli comuni, è andato sempre più crescendo.

Nel 2018 sono i Comuni #Welcome di Pietrelcina, Torrecuso, Castelpoto e Benevento a essere protagonisti di #Portiditerra2018 nei tre giorni di dibattiti, teatro, fotografia, cucina, cinema per il “cambio di rotta”: accompagnare le persone che dal mare giungono a terra, accompagnare i territori a tornare fertili di lavoro e di coesione sociale attraverso il buon welfare, quello possibile, quello che è già legge e che non aspetta nuove riforme per essere attivato, ma solo nuove prassi.

Il “cambio di rotta” contro la desertificazione delle aree interne, ma anche contro i venti di guerra e di divisione che sembrano soffiare da ogni angolo del pianeta. Il “cambio di rotta” di far avanzare la pace nelle nostre piccole comunità, non potendo noi fermare la guerra da qui.

È proprio dai piccoli Comuni (quelli con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti), infatti, che può partire una seconda e rivoluzionaria azione di innovazione delle proprie pratiche di welfare orientato al Welcome (Sprar, Rei, Budget di Salute).

È proprio nei piccoli comuni che possiamo innescare virtuose pratiche di sviluppo locale, investendo energie e risorse sulle ricchezze del nostro territorio: agricoltura sociale, artigianato sociale, turismo sostenibile, energie rinnovabili, contrasto al digital divide. È nei piccoli centri che si può attuare la buona accoglienza dei migranti, facendo avanzare il primato delle relazioni umane contro l’imperversare dell’odio sociale.
È nei piccoli comuni che deve nascere una politica seria di contrasto al gioco d’azzardo, ultimo e grave tumore dell’economia basata sulla speculazione e sulla depredazione.

È in queste terre che si fanno “porti per chi arriva e per chi c’è” e chi c’è che la Laudato Sii può divenire oggi, non domani, progetto politico. I temi in discussione nel #PortidiTerra2018 saranno, dunque, anche questi.

TERZA EDIZIONE

R-esisto: Sogni di Economia Civile per la Restanza è il tema che abbiamo scelto per la terza edizione del “Porti di Terra, Festival del Welcome and Welfare”. “Vogliamo provare ad unire paradigmi diversi di due scienze sociali che sono sempre state complementari: l’antropologia e l’economia.

Da un lato, la ricerca di Vito Teti sul senso dei luoghi abbandonati, le sue pietre di pane che parlano di passato ma anche di futuro, le relazioni lente, i paesaggi interiori di chi resta nell’Italia disabitata e nelle terre incolte; dall’altro, le visioni di Stefano Zamagni, Luigino Bruni, Leonardo Becchetti e suor Alessandra Smerilli per una nuova Economia al servizio dell’uomo e dei territori, una nuova Economia 4.0 che risponda ai bisogni veri delle donne e degli uomini all’epoca dei consumi impazziti, degli sprechi energetici ed alimentari e della finanza speculativa, un’Economia che sia albero maestro della civiltà contemporanea, centrata sui legami di comunità, e non un esercizio muscolare teso ad escludere persone e territori vulnerabili.

Restare non significa, dunque, arrendersi al progresso che avanza e passa sulle teste delle popolazioni delle terre spopolate, ma uno sforzo straordinario per nuovi sogni. Non più il sogno fatto di capannoni industriali per offrire nuove occasioni di reddito e di lavoro, ma sogni generati da nuove forme produttive e coesive per la valorizzazione dei paesaggi e del genius loci, per un’Economia circolare, per una distribuzione di ricchezza e di risorse che non crei gli scompensi che oggi viviamo tra i tanto ricchi e i tanto poveri.

Di tutto questo vogliono parlare le piccole comunità rurali, quelle che hanno deciso di essere Welcome, di essere porti nella terra e non muri sollevati per dividersi da finte invasioni. I Piccoli Comuni del Welcome tornano ad interrogarsi per interrogare l’Italia e l’Occidente. Sono piccoli, ma le loro domande di senso appartengono a tutti, le loro domande sono pietre di pane scagliate nella realtà 4.0 perché qualcuno, raccogliendole, possa rivedere la strada da percorrere”.

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