Il Progetto PCW

Festival Porti di Terra

Il progetto Piccoli Comuni del Welcome è stato avviato l’11 aprile 2018, fin da subito la cabina di regia con la segreteria dei Piccoli Comuni del Welcome e la Caritas Diocesana di Benevento si è interessata all’organizzazione della seconda edizione del Festival Porti di Terra, svoltosi il 18/19/20 maggio, un festival itinerante che ha coinvolto 4 comunità del welcome che hanno sottoscritto il “Manifesto per una rete dei Piccoli Comuni del welcome” della Caritas di Benevento e del Consorzio Sale della Terra: Torrecuso, Pietrelcina, Castelpoto e Benevento. I temi discussi sono stati quelli dell’inclusione sociale, della coesione sociale, dello sviluppo locale, dell’agricoltura sociale, della buona accoglienza dei migranti con tavoli di lavoro, conferenze con la partecipazione di relatori di spicco nazionale e spettacoli serali da parte del partner Solot Compagnia Teatrale di Benevento, la quale ha coinvolto, nella manifestazione, alcuni beneficiari accolti presso gli SPRAR della rete consortile. Nella tre giorni i partecipanti ai vari convegni sono stati 255 con la partecipazione ai tavoli di lavoro di relatori e moderatori esperti nelle tematiche delle migrazioni, accoglienza, sviluppo rurale e turismo; tra i tanti ricordiamo Oliviero Forti, responsabile nazionale Immigrazione di Caritas Italiana, Wael Suleiman, Direttore Caritas Giordania, Vittorio Cogliati Dezza – Segr. Naz. Legambiente, Resp. Interdipendenza Migranti e Green Society; Massimo Gottifredi Legacoop Turismo; Luca Pacini Capo Dipartimento Welfare e Immigrazione ANCI e Fondazione Cittalia.

Cabina di regia

Contemporaneamente la cabina di regia costituita da Responsabile del progetto, segreteria amministrativa, Responsabile della Comunicazione, Caritas Diocesana di Benevento, Università del Sannio e la Rete dei Piccoli Comuni del Welcome (in forma assembleare), ha iniziato a incontrare i partner (anche in forma singola) sia del terzo settore, che dell’impresa privata e della formazione per discutere sulla programmazione delle attività. In particolare abbiamo svolto n. 8 incontri di coordinamento con i Sindaci del Welcome e n. 22 incontri con gli altri partner.

Eppure esistono frontiere che si frappongono tra gli uomini, tra la salute e la malattia, tra il privato e il pubblico, tra la solidarietà degli uomini e la solidarietà con il creato, tra la costruzione del presente e la costruzione del futuro. I 60 milioni di uomini, donne, bambini che sono in marcia nel mondo stanno aprendo nuovi punti interrogativi alla nostra società occidentale che è pronta a sconvolgersi solo in caso di guerra e attacchi terroristici, mentre non sembra preparata a doversi ripensare di fronte a una migrazione pacifica e resiliente che mai nella storia era avvenuta nel modo in cui oggi sta avvenendo.  Di fronte a questa marcia che sembra non arrestarsi neanche alle peggiori violenze e soprusi subìti da chi si mette in viaggio, la nostra piccola Italia si riscopre fazzoletto di terra in mezzo al mare e anche centro del mondo. La reazione italiana alla marcia silenziosa dei migranti non potrà dare risposta ai bisogni e ai desideri di tutti i migranti, ma potrà dare risposta al mondo intero sulla cultura italica e ai nostri figli nati nel terzo millennio che per la prima volta, dopo la caduta delle grandi ideologie del Novecento, sono tornati a chiederci: da che parte stiamo? Dalla parte dei migranti o contro di loro?

Ma i migranti portano con sé anche nuove domande: qual è lo sviluppo possibile del nostro territorio? Qual è il nostro futuro? Se i migranti hanno bisogno di protezione, che fine ha fatto il welfare di quegli italiani che non hanno alcuna protezione dall’indigenza e dalla fragilità? Cosa accadrà a quei paesi che rischiano di spopolarsi del tutto nei prossimi dieci anni per entrare nella lista dei “paesi abbandonati”? Cosa può fare il welfare nei territori se si rivela incapace di cucire legami di comunità?

Dal nostro osservatorio di piccolo comune dell’entroterra campano, abbiamo avvertito che la reazione più naturale a tutte queste domande si chiama in un solo modo: Welcome!

Welcome non come semplice accoglienza strutturata dei migranti, ma come segno di cambiamento del welfare locale di fronte alle grandi sfide del nostro tempo. Welcome è la reciprocità tra chi accoglie e chi arriva, è la reciprocità tra chi offre un servizio e chi lo riceve, è la qualità di una relazione calda piuttosto che l’efficienza di una prestazione di servizi. Welcome è il nuovo nome di welfare, è forse l’unico vero cambiamento che manca per il futuro dei piccoli centri abitati dell’entroterra. Chi abbandona questi piccoli centri sono gli italiani in cerca di una migliore collocazione per le proprie esistenze, chi li trova sono migranti che si sono messi in marcia verso un indistinto occidente per una nuova vita. Eppure sia gli italiani che i migranti sanno che la migliore qualità di vita di cui sono in cerca è data, come Freud ricordava ad Einstein, dall’amore (i legami) e dal lavoro (la possibilità di produrre reddito e di partecipare alla comunità), e queste relazioni possono trovarsi tanto nel centro di Roma quanto nel centro dei piccoli borghi.

Ed è così che si scopre che piccole comunità – come Roccabascerana, Chianche, Petruro Irpino, Castelpoto, Pietrelcina, San Bartolomeo in Galdo e tutti gli altri Comuni del Welcome – paesi con meno di 5.000 abitanti residenti, possono divenire il centro del mondo, il centro di un cambiamento epocale, in cui piccoli gruppi di migranti possono dare nuova vita a quel territorio rurale che rischia di essere terra di spopolamento e di aggressione da parte di un’economia speculatrice che si nutre dell’abbandono del pubblico per circoscrivere spazi di benessere privato.

I “Comuni Welcome” si riscoprono il centro di un cambiamento possibile di politiche di welfare che diventano welcome, accogliendo ogni famiglia indigente in un percorso di uscita dalla povertà, grazie alle nuove norme sul Reddito di Inclusione, accogliendo ogni fragilità sociale con la progettazione dei Budget di Salute che ridistribuiscono ricchezza e forza nelle comunità da anni deprivate da un’economia estrattiva che è solita espungere le persone fragili dai territori in cui nascono e crescono per affidarle a centri esterni, grazie ad un’azione che sappia proteggere i luoghi di socializzazione dall’aggressione dell’azzardo, che sappia rispondere a sfide possibili, come lo sviluppo di energie rinnovabili e la strutturazione di migliori connessioni con il web per i suoi abitanti.

Tutte queste azioni fanno di un “Piccolo Comune del Welcome” un territorio capace di dare una risposta alla Storia con il suo essere azione e messaggio al tempo stesso, una risposta ai bisogni del presente e una strategia aperta al futuro.

I “Piccoli Comuni del Welcome” ripartono dalle risposte ai desideri di ogni persona fragile che lo abita, che sia migrante o autoctono, riparte dalla fragilità ecologica rispondendo alle sfide del futuro e al rischio dell’abbandono con la bellezza della propria vocazione rurale, artigiana, turistica.

I “Piccoli Comuni del Welcome” raccolgono il messaggio nella bottiglia dei migranti, dei naufraghi, delle persone sole e disorientate, dei fragili abbandonati dai grandi centri urbani, dalle devianze delle periferie di tutte le metropoli e vi inserisce un suo piccolo messaggio al mondo.

Formazione delle Cooperative di Comunità e Costituzione delle stesse

A novembre 2018 in alcuni comuni del welcome partner del progetto è iniziata la formazione alle nascenti cooperative di comunità da parte del DEMM – Dipartimento di Economia Management e Metodi Quantitativi e da parte del Dipartimento di Ingegneria.
Sono state svolte n. 36 lezioni di formazione a cui hanno partecipato 116 persone del posto di cui 17 immigrati. Per ogni cooperativa nascente il Dipartimento di Economia ha realizzato n. 5 incontri e il Dipartimento di Ingegneria ha realizzato n. 1 lezione sulla rete delle cooperative coinvolte nel progetto evidenziando le relazione tra i nodi e all’esterno della rete attraverso la metodologia della Social Network Analysis. Il Dipartimento di Economia ha incentrato la formazione sullo start up di una cooperativa di comunità con elaborazione di un business plan che accompagnerà le nascenti coop a strutturare strategie aziendali di breve, medio e lungo periodo.
In ordine cronologico il 1/10/2019 è stata costituita la prima cooperativa di Comunità di Pietrelcina denominata ILEX, successivamente il 04/03/2020 sono state costituite la coop di comunità “Conlaboro” a Sassinoro e coop di comunità “Tilia” a Roccabascerana; il 25/01/2021 la cooperativa di comunità di San Marco Dei Cavoti denominata “De Gavotis”. Mentre le cooperative “Tralci di Vite” e “La Pietra Angolare” sono state costituite autonomamente prima dell’avvio del progetto il 25/09/2017 ma hanno partecipato alla formazione all’interno del progetto PCW.
Sono in fase di costituzione la cooperativa di comunità di Santa Paolina e Castelpoto.

Formazione in campo artigiano, della cucina, del welfare, del turismo e del fotovoltaico

In campo della formazione il primo corso che è iniziato è stato quello del fotovoltaico, qualifica Manutentore degli impianti fotovoltaici organizzato dal partner Istituto Tecnico Industriale Bosco Lucarelli; al corso hanno partecipato n. 16 migranti dal 25 novembre 2019 al 5 marzo 2020 per complessivi 90 ore. Le tematiche trattate sono state individuate nell’ambito delle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche affrontando il problema delle risorse energetiche e della possibilità di soddisfare il fabbisogno energetico di un piccolo comune nel corretto utilizzo di beni quali il sole, il vento, l’acqua e la geotermia. A livello pratico è stato realizzato un pannello fotovoltaico da installare in una delle strutture del Consorzio Sale della Terra.

Nell’ambito della formazione turistica il partner Adim srl ha realizzato dal 17 febbraio 2020 fino al 7 luglio 2020 il corso di formazione per web marketing turistico e social media marketing che ha coinvolto n. 4 persone di cui 2 migranti. per una durata di 150 ore. Una prima parte del corso è stata incentrata sulla struttura e sui contenuti di un sito web turistico, successivamente si è passati all’esposizione di due principali macroargomenti: in primis come ridurre gli intermediari per accrescere il fatturato, e successivamente quali strategie e modalità intraprendere per accrescere la visibilità della propria attività nei maggiori portali di ricerca presenti online.
Mentre il corso di cucina con qualifica Commis di cucina è stato organizzato dall’ente di formazione FAPAS S.C.R.L. coinvolgendo 9 migranti dal 27 01 2020 al 25 11 2020 per un totale di 250 ore (150 ore parte teorica e 100 ore parte pratica). Obiettivo del corso è la formazione di un aiuto cuoco con competenze tecnico professionali quali: trattamento materie prime e semilavorati; gestione operativa dell’ambiente di cucina; preparazione di semilavorati e piatti a base di vegetali, carni, pesce, pasta.

Sono in fase di organizzazione, il corso di Primo Soccorso (BLS Adulto) che sarà svolto dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di Benevento e on campo artigiano il corso di ceramica e il corso sartoriale che saranno svolti dal partner Cultura Formazione e Progresso SCARL.

Riqualificazione e valorizzazione dei Piccoli Comuni

Con il lavoro di rete del Consorzio Sale detta Terra è avvenuto il recupero di terre abbandonate nelle periferie della città di Benevento e in alcuni comuni della rete “I Piccoli comuni del welcome” dell’avellinese (Chianche, Roccabascerana). Le terre sono state lavorate e utilizzate per la coltivazione di ortaggi per la vendita del paniere welcome alla piccola e grande distribuzione della città di Benevento. Nel territorio di Pietrelcina è stato realizzato un vero e proprio laboratorio di conserve in cui vengono trasformati i pomodori in passate e frutti di stagione in conserve di marmellate.
La cooperativa di comunità Ilex di Pietrelcina è stata affidata la gestione della villa comunale, dove a luglio 2021 è stata inaugurato l’Ecoparco “A’Revota”.
Al fine di provvedere all’allestimento di un centro agricolo aziendale il consorzio Sale della Terra ha riqualificato la porzione di un capannone abbandonato in contrada Pezzapiana a Benevento dove viene stoccata la merce, sia il fresco di giornata depositata in una cella frigorifero sia i prodotti di lunga conservazione. Relativamente alla comunità di Chianche il progetto ha consentito la riattivazione di un market locale chiuso dal oltre un anno e che viene tuttora animato dalla coop di comunità Tralci di Vite.

Coordinamento del progetto e rapporti di partenariato

Fin dall’avvio del progetto si è costituita la cabina di regia e il coordinatore di progetto ha lavorato quotidianamente per un corretto avvio delle attività, animando e sensibilizzando i territori dei piccoli comuni del welcome che sono partner di progetto sul tema della cooperazione di comunità sotto forma di seminari ed incontri diretti con la cittadinanza; coinvolgendo risorse esperte nel settore agricolo e della trasformazione; enti di formazione esperti in determinati ambiti in modo da procedere alla strutturazione dei corsi previsti. Con la maggior parte dei partner la cooperativa Il Melograno già ha collaborato e collabora costantemente non solo per questo progetto ma anche per altre progettualità in essere finalizzate allo sviluppo locale, come la Fapas, L’Istituto Tecnico Lucarelli, CFP – Formazione e Progresso; CAI; Consorzio Sale della Terra; Coop Agricola Lentamente; Coop Soc. La Solidarietà; DEMM; Dipartimento di Ingegneria.

Obiettivi raggiunti

Grazie alle molteplici iniziative messe in campo e alle azioni sinergiche svolte dai partner, il progetto ha promosso la nascita di otto cooperative di comunità in piccoli comuni del territorio beneventano e avellinese. Ispirate ai principi della solidarietà e della promozione umana, tali cooperative si propongono lo scopo di contrastare ogni forma di emarginazione sociale a tutela di tutte le persone in stato di vulnerabilità e di promuovere la rivitalizzazione di comuni a rischio spopolamento.

Nello specifico, la cooperativa “Tralci di vite” nata a Chianche (Av), costituita da giovani autoctoni e beneficiari ed ex beneficiari del progetto Sprar del comune di Chianche, consta attualmente di 16 soci. Svolge attività di diverse tipologie (agricole, industriali, commerciali o di servizi) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e non anche attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi orientati in via prioritaria ai bisogni di persone fragili. Sono in fase embrionale numerosi progetti per lo sviluppo locale, per il ripristino di servizi assenti, per la promozione dell’ambiente e del turismo fra cui: l’etno bike sharing con il progetto Sprar per la gestione di un servizio di promozione turistica; la gestione, attraverso una stretta collaborazione con il Comitato Scientifico della Torre astronomica e l’Ente Locale, della Torre Normanna sita in Chianche; la gestione del Castello Medioevale sito in Chianche per servizio ristorazione e catering; la creazione di una housing sociale con l’individuazione di immobili inabitati da destinare a persone e famiglie indigenti; la nascita di un birrificio artigianale; la messa a coltura di terreni abbandonati e commercializzazione dei prodotti coltivati.

La Cooperativa di Comunità di Pietrelcina (BN) “Ilex” costituita da 10 soci, di cui due ex beneficiari del progetto Sprar e un beneficiario dello stesso progetto, si prefigge come obiettivo lo sviluppo di attività economiche eco-sostenibili finalizzate alla produzione di beni e servizi e al recupero di beni ambientali e monumentali, alla creazione di offerta lavoro attraverso l’erogazione di servizi turistici, servizi per il tempo libero e la cura della persona, educativa territoriale, produzione, trasformazione e vendita di prodotti agro alimentari derivanti da agricoltura coesiva. Allo stato attuale, la cooperativa ha concluso positivamente la Campagna Crowdfunding per realizzazione Progetto Ecovillaggio a Pietrelcina.

La cooperativa di comunità “Conlaboro” di Sassinoro (BN) è costituita da 9 soci di cui 3 beneficiari sprar, 2 operatori sprar e 5 abitanti autoctoni. Opera nel campo dell’agricoltura (si è occupata in particolare della raccolta delle olive), del supporto scolastico attraverso attività a supporto dell’istruzione e nel campo dei laboratori ludico-didattico-sportivi. Durante il periodo estivo ha attivato un campo scuola per i bambini del paese e dei territori confinanti con attività laboratoriali.

La cooperativa “Tilia”, fondata a Roccabascarana (AV), è costituita da 8 soci di cui 3 beneficiari sprar, 3 operatrici sprar e 2 giovani autoctoni. Si propone come obiettivi centrali: attività di assistenza ad anziani soli, manutenzione del verde pubblico, ripristino del campo sportivo di Roccabascerana, attività ludico-sportive. La cooperativa “La Pietra Angolare” fondata a Petruro Irpino (AV), è costituita da 10 soci di cui due operatrici sprar. Si propone di fornire servizi socio-assistenziali e attività di sviluppo turistico. Le neonate cooperative di comunità condividono un’unica mission in linea con quanto il progetto PWC si è proposto: agire come “agenzia di sviluppo locale” per il bene del comune in cui operano al fine di rinnovare le dinamiche sociali ed economiche dei piccoli comuni locali, contrastarne lo spopolamento e l’invecchiamento progressivo.

Il progetto sta contribuendo al perseguimento degli obiettivi previsti. Come programmato, un numero considerevole di migranti è stato coinvolto, sia attraverso i diversi momenti di funzionamento delle assemblee costitutive delle cooperative di comunità, sia in incontri più informali. Le Comunità di riferimento sono state interessate attraverso la firma al presente progetto del Sindaco e le azioni concrete messe in atto dalle equipe locali degli Sprar, gestiti in larga misura direttamente dagli enti partner e in particolare dalla cooperativa capofila. Le equipe sprar, unitamente agli abitanti autoctoni, ai beneficiario ed ex beneficiari sprar interessati, hanno seguito una formazione congiunta che ha portato alla costituzione di 6 cooperative di comunità. Un numero cospicuo di operatori SPRAR è stato investito del doppio ruolo di “operatore sociale” e di “agente di sviluppo locale” perseguendo lo scopo precipuo della progettazione personale propria del Manuale Operativo Sprar con una competenza particolare a creare le occasioni di integrazione lavorativa e residenziale nei territori in cui insiste il progetto di accoglienza.

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