Biccari

RIBERA

REGIONE

SICILIA

PROVINCIA

AGRIGENTO

ABITANTI

18.058

SINDACO

Matteo Ruvolo

Comune di Ribera

Il 2 agosto del 1604, si aprì a Messina il 49° Parlamento Generale straordinario, presieduto dal viceré spagnolo Don Lorenzo Suarez de Figueroa e Cordoba. In occasione di questo Parlamento, il giovane conte del Comiso, don Baldassare III Naselli, presentò la domanda di fondazione di un nuovo villaggio da fabbricarsi nel suo feudo di Diesi. Il 6 settembre dello stesso anno la domanda del conte Naselli finiva sul tavolo del viceré Lorenzo Suarez, il quale ordinava che si facessero accertamenti sul merito. 

Fu come porre la prima pietra della fondazione del nuovo villaggio, che sarà chiamato come la madre del fondatore donna Beatrice Aragona Branciforti. Così con la “licentia populandi” il 6 gennaio 1606 grazie a Baldassare III Naselli nasceva Aragona.

I Naselli governarono il paese di Aragona sino al 1812, anno in cui fu abolito il feudalisimo. Di seguito si indicano i membri della famiglia che ressero il feudo di Diesi e poi la terra d’Aragona:

  • Baldassare I Naselli: conte di Comiso, fu lui ad acquisire il feudo di Diesi. Dimorò a lungo ad Agrigento e trascorse gli ultimi anni a Comiso.
  • Gaspare I Naselli: figlio primogenito di Baldassare I, si trovò impigliato nelle avventure paterne fino al collo, tanto da espatriare addirittura fuori d’Italia per sfuggire alla vendetta di alcuni nemici. Finì i suoi giorni a Comiso.
  • Gaspare II Naselli detto “Il Conte Rosso”: figlio di Baldassare II sposò Beatrice Aragona Branciforti di Castelvetrano.

Lo stemma adottato dal Comune di Aragona è stato disegnato a partire dal blasone della famiglia Naselli, dal quale si differenzia per alcuni dettagli: la presenza di quattro anziché 3 sfere, la loro collocazione all’interno della fascia centrale anziché nella parte inferiore dello scudo e la conseguente rappresentazione per intero del leone che, nello stemma originario della famiglia feudataria, era soltanto “nascente” dalla fascia.

Monumenti e luoghi di interesse
  • Chiesa Madre, si iniziò a costruire il 21 marzo 1751 e fu completata nel 1760, è a tre navate in stile rococò. Danneggiata dal terremoto del 1968 è rimasta chiusa fino a che i lavori di restauro ne hanno permesso la riapertura nel 1999;
  • Chiesa di Maria Santissima Immacolata;
  • Chiesa del Rosario (XVIII secolo);
  • Chiesa di San Giuseppe;
  • Chiesa di San Giovanni Bosco (1950);
  • Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù, inaugurata il 25 dicembre 1945, dopo che nella primavera del 1939 era crollata a poco tempo dalla prima inaugurazione del 2 ottobre 1938;
  • Chiesa di San Pellegrino (XVIII secolo);
  • Chiesa della Beata Maria Vergine della Pietà;
  • Chiesa di San Nicolò di Bari, inaugurata il 12 giugno 1987, è stata costruita secondo i principi del Concilio Vaticano II: centralità dell’altare, aula e presbiterio senza sbarramenti ed assenza di navata e deambulatorio;
  • Chiesa di San Francesco;
  • Chiesa di San Domenico Savio (Seccagrande);
  • Chiesa di San Pietro Apostolo (Borgo Bonsignore).
  • La casa del Duca di Bivona è un palazzo dell’XVIII secolo realizzato al tempo del Ducato dei Toledo. Costruito a beneficio del duca di Bivona non venne mai abitato da questi: i veri proprietari furono soltanto i vari amministratori della Ducea. Nelle vicinanze dell’edificio sono presenti numerosi magazzini del Duca. L’interno del palazzo è in gran parte affrescato: rilevante è un dipinto che rappresenta tutti gli stemmi araldici degli antenati della famiglia Toledo.
  • Castello di Poggiodiana, era stato edificato per volere di Guglielmo Peralta e successivamente fu di proprietà dei Conti di Luna. Grazie alla sua favorevole posizione, esso domina le gole del Lupo, scavate dal fiume Verdura.
  • Siti Archeologici: Nel 1982 in località contrada Anguilla, a sud dell’abitato di Ribera, è stata rinvenuta una necropoli della media e tarda età del bronzo.
  • La foce del fiume Platani e i terreni adiacenti, costituiscono la riserva naturale orientata (RNO). La riserva nel tratto di mare possiede la tipica vegetazione dunale. È nell’interno si trovano Eucalipti, Acacie e Pini, che si sovrappongono a specie arbustive spontanee e una cospicua vegetazione mediterraneaLa riserva è stata istituita per tutelare il particolare ecosistema costiero e le numerose specie di uccelli come: l’airone cenerino, il gabbiano reale, l’airone rosso e il falco di palude. Il paesaggio della riserva è completato dalla meravigliosa falesia di Capo Bianco, roccia a picco sul mare, mentre sul pianoro sovrastante si possono ammirare i resti dell’antico teatro greco.
     

Enogastronomia, arti e mestieri

Le Arance di Ribera D.O.P.
Un vero dono della natura, un frutto che sembra racchiuda in sé i raggi ed il calore del sole di Sicilia, identificato col pomo aureo del giardino delle Esperidi.
L’arancia di Ribera è un’arancia bionda, del gruppo Navel, senza semi e dalla buccia facilmente staccabile dalla polpa, dal gusto gradevolissimo e croccante, dall’alto contenuto vitaminico (C, A, B, PP), sali minerali e zuccheri.
Rappresenta una ricchezza naturale capace di fornire una dieta sana, sostanze importantissime per la crescita. Consumata sia allo stato fresco sia come succo costituisce la fonte principale di vitamina C che è antiossidante e contribuisce al potenziamento del sistema immunitario.

Brasiliano e Washington Navel
Appartengono al gruppo delle arance bionde ombelicate, per il caratteristico ombelico (navel) nella estremità inferiore che la caratterizzano ed identificano in tutto il mondo come arancia di qualità ottima come frutta e spremuta.

Vaniglia apireno di Ribera
E’ una cultivar bionda senza ombelico ed ha preso origine da una mutazione gemmaria della Vaniglia con seme, avvenuta nel territorio di Ribera intorno agli anni ’60 e successivamente diffusasi nell’intero comprensorio con la denominazione di Vaniglia apireno di Ribera. Oramai la cultivar si è diffusa in tutte le aree agrumicole internazionali, ma solamente nel territorio riberese ha assunto un’importanza unica sia per l’estensione, attualmente circa 200 ettari in coltura specializzata che l’ottima qualità organolettica.

Le Fragoline
La fragolina di bosco, botanicamente classificata come “Fragaria Vesca” è una pianta erbacea spontanea, perenne che cresce nei boschi, nelle macchie, lungo i sentieri dalla collina alla montagna.  Chi ama le passeggiate lungo i sentieri dei boschi trova in questo frutto tutto il sapore e i profumi della natura incontaminata.

L’olio
Prodotto originario della tradizione agroalimentare del Mediterraneo è un olio alimentare caratterizzato da un contenuto molto elevato di grassi monoinsaturi.
Nella tipologia “extravergine” si definisce l’olio ottenuto con processi di estrazione esclusivamente meccanici e con particolari standard di qualità.
Per il marchio D.O.P. i disciplinari di produzione prevedono l’utilizzo di tecniche e norme restrittive, con l’intento di garantire un prodotto di qualità superiore e tradizionale con particolare riferimento alle varietà usate severamente autoctone, quali la “Biancolilla” e la “Nocellara del Belice”

I Comuni del Welcome

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