SANTA PAOLINA

REGIONE

CAMPANIA

PROVINCIA

AVELLINO

ABITANTI

1.214

SINDACO

Rino Ricciardelli

Comune di Santa Paolina

Santa Paolina, in provincia di Avellino, è situata in collina e dista equamente dai due capoluoghi irpino e sannita, Avellino e Benevento.

Secondo la leggenda, il paese sarebbe nato con il nome di San Felice, crollato in seguito a una frana e ricostruito nei pressi di una chiesa dedicata a Santa Paolina, acquisendo così l’attuale denominazione. Molte sono le fonti che datano questo evento al 1814, lasciando presupporre che anteriormente a questa data il paese non venisse mai menzionato come Santa Paolina.

In realtà la prima notizia storica del comune risale ad un atto notarile del 1083, sottoscritto da un tale Rao, figlio di Milone Pagano da Santa Paolina. Nel 1284 vengono poi create due Province: il Principato Ultra, con capoluogo Montefusco e sede del Regio Tribunale; il Principato Citra, con capoluogo Salerno.

Santa Paolina diviene così Casale di Montefusco e il suo nome si rinviene nella ripartizione delle spese per il mantenimento del regio Tribunale, della manutenzione del Castello, delle mura e degli altri obblighi dei Casali.

Attualmente il paese si configura con il centro urbano con l’impianto planimetrico che si snoda lungo la strada provinciale, intorno al quale ruotano numerose frazioni, alcune abbastanza estese ed autonome, altre più piccoline costituite per lo più da aggregati rurali: Santa Lucia, Marotta, Sala, Castelmozzo, Viturano, Picoli, Paoloni, Gnerri, Taverna della Figura, Ponte Zeza, Piano delle Saure, Piano delle Mele.
Monumenti e luoghi di interesse

Chiesa Madre dedicata a Santa Paolina V. e M. – Salendo dal “pino” e percorrendo “o’ stritto” (la stretta salita delimitata da due cortine di case), si arriva in Piazza IV Novembre e qui ci si trova al cospetto della Chiesa Madre. Le origini della Chiesa sono incerte: un documento del 1299 attesta la presenza di una Chiesa dedicata a San Felice, situata presso il Monte San Felice, extra moenia di Montefusco. Questo complesso viene distrutto in seguito a un terremoto, ricostruito nel XIV secolo circa e dedicato a Santa Paolina. L’epigrafe posta sull’architrave della Chiesa certifica una ristrutturazione commissionata dall’Abate Domenico Crispino conclusasi nel 1686. Dal punto di vista stilistico, si tratta di una struttura dall’aspetto imponente in stile romanico, affiancata dall’oratorio del SS. Rosario e dalla massiccia Torre campanaria settecentesca. L’edificio ha un aspetto armonico ed equilibrato e si caratterizza per la presenza di due entrate con portali in pietra, uno sulla facciata principale e l’altro su quella laterale, dedicati rispettivamente a Santa Paolina e San Felice. All’interno l’edificio è costituito da una sola navata con soffitto a cassettoni e dall’abside. La Chiesa conserva cinque pale d’altare, opera di artisti della scuola napoletana del Seicento, di pregevole fattura. Tutti i dipinti sono dedicati alla Madonna (del Carmine, delle Grazie, del SS. Rosario e dell’Arco) e in particolar modo si ricorda la Pala della Madonna della Provvidenza, situata sull’altare principale, che raffigura la Vergine in trono col Bambino, affiancata dai quattro Santi Filippo, Giacomo, Lucia e Paolina, opera presunta di Francesco Curia.

Oratorio del SS. Rosario – Contiguo alla Chiesa Madre, è ubicato all’interno della Torre Civica incastonato nella cortina che racchiude la Piazza. Pregiatissimo con i il coro ligneo lungo il perimetro e i dipinti preziosi alle pareti, è sede della omonima confraternita ed è utilizzato soprattutto nel periodo pasquale per la preparazione dei sepolcri, riscoprendosi in tal modo come luogo di preghiera e di aggregazione di comunità.

Cappella di San Gennaro e Sant’Arcangela
Cappella dell’Addolorata in località Cerro
Chiesa di Santa Lucia
Cappella della Madonna delle Grazie in località Taverna della Figura
Museo del Tombolo
Vigneti pregiati in area docg del Greco di Tufo

Enogastronomia, arti e mestieri

Santa Paolina ha due grandi ricchezze che rappresentano una vera e propria risorsa per il paese: il tombolo e il vino Greco di Tufo D.O.C.G..

Il tombolo – Il tombolo o “pizzillo”, come viene chiamato in forma dialettale (da pizzo, merletto), è una raffinatissima e assai pregiata lavorazione artigianale tipicamente femminile eseguita a mano, con origini antichissime. Il tombolo è il simbolo della laboriosità delle donne di Santa Paolina, che, da sempre, hanno contribuito all’economia della famiglia con questa attività, che svolgevano diligentemente nelle proprie case. Ancora oggi questo accade: tutte, o quasi, le donne di Santa Paolina lavorano il tombolo, che rappresenta anche un momento di aggregazione e di comunità. Da oltre un decennio la Pro‐Loco ha attivato una scuola di tombolo per far sì che questa antica arte non vada dispersa e possa continuare ad essere tramandata alle nuove generazioni.

Greco di Tufo docg – Il Greco di Tufo è un vitigno autoctono della zona della Valle del Sabato prodotto in otto comuni: Tufo, Montefusco, Chianche, Torrioni, Petruro, Altavilla Irpina, Prata e, appunto, Santa Paolina. E’ un vino conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, che richiama estimatori attratti dall’aria salubre dei nostri comuni e da questo prezioso prodotto delle nostre terre. La vendemmia viene effettuata manualmente da fine settembre a inizio ottobre e rappresenta per i giovani di Santa Paolina un’utile occasione di lavoro, nonché un momento di festa e di condivisione delle gioie della natura.

Piatti tipici:
Carne di maiale, patate e peperoni.
Mogliatielli: preparati con le interiora di agnello.
Pizza con i cerfogli: pizza rustica con vari tipi di verdure.
Fusilli al sugo.
Rape e patate.

Festa di Santa Paolina – La Festa patronale è l’appuntamento che ogni anno, l’ultima domenica di luglio, si rinnova e ci fa sentire tutti più santapaolinari. La Festa di Santa Paolina è la nostra FESTA: è un insieme di tradizioni, ricordi, affetti, legami e valori non solo religiosi ma anche culturali, di tradizione e di appartenenza che tutti noi santapaolinari, anche chi vive lontano dal nostro paese, sentiamo fortemente.

I Comuni del Welcome

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