Dalla firma del Manifesto della Rete dei Piccoli Comuni Welcome alla presentazione del progetto SAI : il comune di Tricase adotta le politiche del Welcome.

La sala del trono di Palazzo Galloni di Tricase, comune salentino in provincia di Lecce, ha ospitato un doppio evento per le Reti “Sale della Terra” e “Piccoli Comuni Welcome”.
Il Comune di Tricase ha aderito ufficialmente alla Rete dei Piccoli Comuni Welcome, e il Sindaco, Antonio De Donno, ha firmato l’omonimo Manifesto. Presentato anche il Progetto SAI, Sistema Accoglienza Integrazione, del Comune di Tricase.

Presenti all’incontro, moderato dalla giornalista Valentina D’Amico: Angelo Moretti, Presidente Sale della Terra; Fabio Garrisi, Direttore Sale della Terra Salento; Agnese Dell’Abate, Coordinatrice del progetto SAI Tricase; Gianluca Budano, giornalista e welfare manager.

«Mi ha colpito l’importanza che Sale della Terra dedica alla cura dei legami con gli altri – ha detto il Sindaco De Donno – questa predisposizione mi ha convinto a firmare il Manifesto con l’idea che i Piccoli Comuni possono avere una grande visione.  Questa terra ha in sé un grande spirito di accoglienza e laddove le politiche welcome riescono ad essere modulate su servizi di welfare a giovarne non è solo chi viene accolto ma anche tutta la comunità.  Sono felice che questo momento si svolga proprio qui, nella sala del trono che nei giorni scorsi ha ospitato degli eventi dedicati a Don Tonino Bello, di cui mi piace ricordarne una frase: spero che i tricasini arrivino in chiesa 5 minuti prima dell’inizio della messa. Ciò significa che dobbiamo essere pronti ad aiutare il prossimo prima di sentirci in dovere», ha concluso il sindaco.

«La sfida di portare Sale della Terra in altri luoghi – ha detto Fabio Garrisi – è la prova della nostra generatività. Per una realtà del Terzo Settore non è mai semplice replicare le stesse azioni in posti diversi, ma l’ambizione di esportare un modello di accoglienza che funziona ci ha permesso di conoscere tante amministrazioni locali che condividono le nostre visioni».

Ad Agnese Dell’Abate il compito di presentare il progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) di Tricase, di cui è coordinatrice: «Sono contenta – da detto – di mettere al servizio le mie esperienze pregresse nella cooperazione internazionale in questo nuovo ruolo. Il progetto SAI, dedicato sia a uomini e donne singoli che a famiglie, è dinamico e complesso e ci presenta nuove sfide giorno dopo giorno. La nostra équipe si avvale di diverse professionalità e segue con costanza i beneficiari per tutto il percorso attraverso progetti individualizzati che soddisfino i loro bisogni e ne valorizzino le qualità. Sono contenta dell’ottima risposta della comunità di Tricase, anche se nutrivo pochi dubbi proprio per la vocazione accogliente del nostro territorio».

Gianluca Budano, giornalista e welfare manager esperto di politiche socio-sanitarie, esaltato l’importanza sociale dei valori del Manifesto: «Non mi limiterei alla sola accoglienza: ciò che Sale della Terra e i Piccoli Comuni Welcome riescono a realizzare con le loro politiche è quello che io definisco welfare predittivo, ovvero dedicare attenzione ai servizi prima che sorgano problemi, prevenendo i disagi tramite la creazione di situazioni di benessere. Creare servizi per chi potrebbe diventare fragile, prima che lo diventi. In una sola parola: personalizzare gli interventi avvalendosi della multiprofessionalità degli operatori».

Angelo Moretti, Presidente della Rete di Economia Civile “Sale della Terra” ha visto in Tricase, con la sua posizione diretta sul mare, un Comune protagonista dei fenomeni migratori che ha scelto di essere un luogo aperto al mondo. «L’Europa – ha detto Moretti – è il continente con il miglior welfare al mondo e permette ai cittadini di essere e sentirsi protetti. Le persone migranti che oggi vivono a Tricase probabilmente avevano nei loro sogni una città europea, ma a Tricase si sono sentiti accolti ed hanno quindi scelto di restare a vivere qui. Quella del Sindaco Antonio De Donno – ha proseguito Moretti – è stata una scelta rivoluzionaria: ha lanciato il suo piccolo comune al centro del cuore dell’Europa, il continente con il miglior sistema di welfare del mondo. Oggi, un Comune “accogliente” è l’avamposto di un ecosistema politico valoriale, di visione, umano, perché rappresenta l’istituzione più vicina in assoluto alle relazioni umane e proprio per questo può essere luogo di cambiamento, di rigenerazione di comunità. A partire dal pensiero locale di cambiamento del mondo, un Comune di un’area interna del Mediterraneo può agire globalmente ed essere un esempio ripetibile in qualunque altra parte d’Europa che abbia più o meno le stesse caratteristiche geopolitiche.  I Comuni – ha concluso Moretti – sono il centro della politica: le comunità, soprattutto medio-piccole, sono la maggioranza del tessuto italiano, sono l’insieme degli ecosistemi dai quali ripartire e sui quali investire. Impossibile non capirlo. Impossibile non dare il giusto valore alla politica delle città»

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